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Un logo accanto al nostro non basta:
come si diventa partner di AIWP

Mettere due loghi uno accanto all'altro richiede cinque minuti e un file PNG.
Costruire qualcosa insieme, un po' di più.

Associazione Italiana Wedding Planner

Per questo AIWP ha scritto nero su bianco come nascono le sue partnership. Il documento si chiama Protocollo, è alla sua edizione 2027-2030, e da oggi ha anche una pagina dedicata per chi vuole candidarsi.

Perché serviva un Protocollo

Un matrimonio non è una questione tra due persone e una sala. Attorno a una cerimonia lavorano strutture ricettive, trasporti, borghi, produttori locali, fotografi, musei, artigiani. In mezzo a questa rete sta il wedding planner, che la tiene insieme anche quando da fuori non si vede.

AIWP è un’associazione professionale ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n. 4, ed è iscritta nell’Elenco delle associazioni professionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Lavora perché quel ruolo venga letto per ciò che è: una professione dentro una filiera, non un organizzatore di eventi privati.

Le partnership servono a questo. Far dialogare professionisti, imprese, istituzioni, enti formativi e territori. Ma senza regole ci si ritrova con gli accordi vaghi di sempre, ruoli sfumati e loghi ovunque.

Sette modi di essere partner

Il Protocollo riconosce sette categorie: istituzionale, strategico, tecnico, formativo, territoriale, scientifico e culturale, media partner.

La distinzione non è un vezzo burocratico. Un Comune non cerca quello che cerca una rivista, e un ateneo non chiede ciò che chiede un consorzio turistico. Ogni categoria ha il suo strumento: Protocollo d’Intesa, convenzione, accordo tecnico, accordo di media partnership.

Un dettaglio che vale la pena ricordare: il partner tecnico non ottiene alcun endorsement automatico dei suoi prodotti. Collaborare non vuol dire essere consigliati.

La strada, in otto tappe

Non ci sono corsie preferenziali. Si parte dalla Scheda di candidatura, poi istruttoria, valutazione, approvazione da parte dell’organo associativo competente, firma dell’accordo, attivazione delle attività, monitoraggio. Infine si rinnova oppure si chiude.

Il rinnovo non è automatico. Dipende dagli obiettivi raggiunti, dalla coerenza con la strategia dell’Associazione e dall’interesse di entrambe le parti.

Cosa guarda AIWP in una proposta? Affidabilità e reputazione, coerenza con i valori associativi, qualità e sostenibilità del progetto, eventuali conflitti di interesse, compatibilità con le partnership già attive. E sì, anche il rischio reputazionale: meglio dirlo che far finta di niente.

Quello che la partnership non è

È la parte del Protocollo a cui teniamo di più.

Una partnership AIWP non è una certificazione professionale. Non è un’attestazione di qualità dei servizi. Non è un’autorizzazione a esercitare la professione, e non dà rappresentanza esclusiva della categoria. Lo stesso vale per l’iscrizione all’Elenco del Ministero: si richiama nei limiti e con gli effetti previsti dalla normativa, niente di più.

Il marchio AIWP si usa solo dopo autorizzazione preventiva, non si modifica, non si cede a terzi. E c’è una formula sola per dichiarare l’accordo: «Partner di AIWP – Associazione Italiana Wedding Planner». Nessun bollino inventato, nessuna sfumatura creativa.

Sembra severo? Forse. Ma se collaborazione, certificazione, sponsorizzazione e rappresentanza finiscono nello stesso frullatore, poi non si ricostruisce più chi ha promesso cosa.

Come candidarsi

Serve una proposta chiara: chi siete, cosa volete realizzare, per quanto tempo, con quali risorse, eventuali rapporti economici e risultati attesi. Tutto in una Scheda di due pagine, che potete scaricare insieme al Protocollo completo e al modello di Protocollo d’Intesa dalla pagina Diventa partner.

Chi sottoscrive un accordo entra nel Registro Ufficiale dei Partner AIWP, con denominazione, categoria, territorio, progetto e durata, nel rispetto degli accordi firmati.

Il logo accanto al nostro, se serve, arriva dopo. Prima viene il progetto.